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sabato 25 maggio 2013

libertà

  • Papà, con quante bi si scrive libertà?
  • E tu perchè lo devi scrivere?
  • E che devo fare un compito.
  • Ah, va bene, allora te lo dico: con due.
  • Sei sicuro?
  • Ma metticeene pure tre, tanto...
  • Tanto?
  • E tanto, non cambia niente, si capisce lo stesso.
  • Ma lo posso scrivere davvero?
  • E che come, no? Hai detto che fai il compito?
  • E certo...
  • E nel compito si scrivono sempre le cose belle, la libertà, la democrazia, la costituzione, il lavoro, il rispetto delle istituzioni, la festa degli alberi, che non bisogna essere razzisti, che ami il prossimo tuo e tutte le cose buone che dice la maestra.
  • Ah, così dici tu?
  • Così è: si fa il compito e la maestra ti mette il voto buono.
  • Ma la maestra dice che sono cose importanti.
  • E ha ragione. Tu dalle sempre ragione che ti troverai bene.
  • E quando la maestra non c'è?
  • Ci facciamo due risate.
  • E fuori della scuola che faccio?
  • A come ti viene.... Tanto... Hai capito, no?
  • Sì, ho capito.
  • Bravo.
  • Allora a libertà ce ne metto tre di bi, che dici?
  • Va bene.
  • E mi prendo un bel voto.
  • Bravo.
  • Libbbertà.
  • Ecco, bravo.
  • Tanto...
  • Eh, sì. tanto...

lunedì 20 maggio 2013

intercettazione trascritta

  • Bersani si è ammalato.
  • Davvero?
  • Sì, non lo hai sentito?
  • No, che gli è accaduto?
  • Febbri reumatiche!
  • Capperi ! 
  • Sta male proprio.
  • Davvero?
  • Eh, Sì. 
  • E che gli è venuto?
  • Ha cominciato con un po' di raffreddore. 
  • Ah...
  • Eh. Ha trascurato, sai come si fa... si trascura... mo passa...
  • Eh, lo so... n'aspirina, 'na tachipirina e via...
  • Eh, esatto...
  • Facciamo tutti così... no?
  • Sì, però lui, si è esposto assai...
  • Dici ?
  • Eccome!
  • Ma non si stava un poco attento?
  • E lo doveva sapere che le correnti fanno male, no?
  • Aaaah... proprio dici ?
  • Eppure l'esperienza ci sta...
  • Essì, essì, ma come poteva fare ?
  • Si doveva ricordare, si doveva...
  • Di cosa?
  • Si doveva ricordare di Fanfani.
  • Di Fanfani ?
  • Certo! Amintore Fanfani.
  • Ah ?
  • E pure lui si era ammalato.
  • Uguale?
  • Uguale. La stessa malattia.
  • E com'è 'sta cosa?
  • Com'è, com'è...
  • Com'è?
  • E quando si diventa il segretario del Partito Democristiano, bisogna stare un po' attenti, no?
  • Attenti a che?
  • Alle correnti. Si sta sempre in mezzo alle correnti, e ci si ammala.
  • Eh... Sì.  E se ci si espone troppo...
  • Bravo! Si pigliano le febbri.
  • Prima il raffreddore e se non ti curi, se non ti ripari, arrivano le febbri reumatiche.
  • Ah, le correnti, le correnti. Me lo diceva sempre pure la mamma.
  • Che diceva?
  • Sole di vetro e vento di fessura...
  • E che vuol dire ?
  • Vuol dire spifferi, correnti forti
  • Sole di vetro e vento di fessura ?
  • Sole di vetro e vento di fessura portan il segretario a caduta prematura.
  • E ora?
  • E ora si vedrà. 
  • Mmhh ...
  • Intanto WellTrony è tornato dall'Africa...
  • Ah. Capito.
  • Capito, eh?
  • Capito.
  • E poi?
  • E mo si vede: chessò, un Preambolo...
  • Una iniziativa Democratica.
  • Mmhh... magari un Rinnovamento Democratico...
  • Ah, così dici tu...
  • Ma oggi vanno forte i Dorotei.
  • Che sono i Dorotei?
  • E' una nuova corrente del PD il cui nome deriva dal convento di Santa Dorotea nel quale alcuni leader di Iniziativa Democratica si riuniscono per dare la sfiducia a Fanfani... 
  • A Fanfani?
  • Ehm, scusami,volevo dire a Bersani.
  • Solo?
  • E la fiducia a Letta.
  • Gianni?
  • Ma no, non Gianni: Enrico.
  • Ah, Enrico, il figlio?
  • 'Na specie: è il nipote.
  • E adesso ?
  • Vedremo.
  • Mah! Chissà...
  • Beh, stammi bene.
  • Ciao, eh.
  • Sì, fammi sapere.
  • (w/cody)*




    sabato 4 maggio 2013

    Basilicata isola felice

    Finalmente !
    Finalmente scopriamo di non essere più periferia !
    Finalmente possiamo dire di non essere secondi a nessuno !
    La Lombardia, il Lazio... mioddìo: sinanche l'Abruzzo ! 
    E noi? Neanche un Batman ci meritiamo ?
    E come ci presentiamo in società ? 
    Ma...  (...)  non tutti nella capitale
    sbocciano i fiori del male,
    qualche scontrino -  senza pretese - 
    lo abbiamo anche noi qui in paese. (...) 
    Così cantava Fabrizio tanti anni fa.
    Forse pensava a noi, Basilicata Felix, oasi di pace, senza criminali, senza farabutti, senza corruzione, senza cronaca nera.
    Non è una vera città - diceva un mio amico: senza puttane, una città non è una città.
    Senza bassifondi, senza periferie poco raccomandabili, senza movimenti nella notte, una città non è una vera città: rimane un paese. E ci si annoia. Questo mio amico si annoiava. E andò via.
    Ma finalmente ora qualcosa si muove.
    Le cronache dei telegiornali cominciano ora ad esser più sapide, non solo vecchietti smarriti nel bosco, non solo parate della fanfara dei pompieri in pensione, non solo compleanni di centenari sdentati e satirelli, non solo l'ansioso monitoraggio del turismo sulla sellata, ma finalmente un po' di vera sana cronaca nera.
    Omicidi, scontrini, rapine, rimborsi, incendi dolosi, truffe.
    Accipicchia! direbbe il mio amico.
    (lui non dice accipicchia, lo sapete pure voi, ma va be'), accipicchia! qualcosa si muove! 
    Il mio amico potrebbe magari pensare di tornare, forse possiamo dire di esser progrediti. 
    La Basilicata ora non è più un Paese.
    E' diventata, di buon diritto, una città.
    Amen.



    Basilicata felix


    FELICE

    Basilicata : isola felice!
    Chi gliel’ha data la definizione?
    Forse fu una vecchia meretrice
    che gode, qui, di una posizione !

    Ci fu la grande mamma protettrice,
    vera padrona di questa Regione,
    ma non si può più dire, non si dice
    da quando vinse l’omologazione !

    Qui si tramanda la “Storia Bandita”
    per esaltare ladri e briganti
    che si son dati alla bella vita

    tra un esercito di questuanti.
    Briganti veri, non sono comparse,
    protagonisti d’ignobili farse !

    Vox
    26 aprile 2013



    venerdì 26 aprile 2013

    Basilicata ridens

    BASILICATA

    …e finalmente la Basilicata
    non vanta più quella diversità
    che per un tempo l’ha qualificata
    insieme all’antica povertà !

    Questa Regione 
    s’è ammodernata
    con ammirevole rapidità.
    Ora è tutta quanta indagata:
    quasi in cima
     per disonestà !

    Ora l’abuso e la corruzione
    son titoli di merito, d’orgoglio,
    un segno distintivo, un blasone

    dell’aristocrazia dell’imbroglio !
    Son tanti a vantar questi progressi,
    gli altri son considerati … fessi !
    Vox
    24 aprile 2013

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    Vox ha ragione, ma a una parte della vox populi questo andazzo è piaciuto e ne ha goduto. Ora quella parte del  popolo bue è rimasta fottuta. Una prece….
    FM
    ---------------------------------------------------------------------------

    giovedì 4 aprile 2013

    camere circondariali a FERRANDINA

    domenica 7 aprile
    alle sette di sera
    al Caffè Mirage di Ferrandina
    Anna Maria Mangieri
    presenta
    "CAMERE CIRCONDARIALI",
    antologia di
    Dilillo, Doria, Ertico, Lomonaco, Lapacciana.

    domenica 17 marzo 2013

    com'è che non riesci più a volare


    Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente
    con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
    la tua coda di ricambio
    le tue nuvole in affitto
    le tue rondini di guardia sopra il tetto.

    Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza
    col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza
    col permesso di trasmettere
    e il divieto di parlare
    e ogni giorno un altro giorno da contare.

    Com'è che non riesci più a volare



               |gregori
    F. DE |
               |andré



    giovedì 7 marzo 2013

    I pensieri ingombrano, come un baule sul letto.


    Ho scoperto che non mi serviva. 
    Mi sento meglio. 
    Mi sento sollevato. 
    I pensieri ingombrano, come un baule sul letto
    come la nebbia di marzo sulla spiaggia
    ingannano
    come la pioggia che bisbiglia sui coppi
    assordano
    come nere prefiche in litanie meste
    ammorbano
    come rivoli di glicerina fra concetti stopposi 
    ambasciano.
    Ho smesso, come si fa con le sigarette.
    Ho smesso. 
    Ora sto bene. 
    Mi vesto alla moda.
    Rapido, cupido, sapido, lepido.
    Mangio, bevo, scopo. 
    Guizzo, frizzo, rizzo. 
    Un po' di sballo. 
                                                                                (w/cody)* 

    venerdì 1 marzo 2013

    impronte digitali

    Un voto pagato tremilioni di €uro !
    E di nuovo si strepita contro le inchieste a orologeria, di nuovo si sbraita contro la magistratura nella liturgia dell'alibi italiano secondo il quale il problema non è che io fossi in divieto di sosta, ma è che il vigile per avverse idee politiche tentava di cancellarmi dalla vita democratica. Un sofisma illogico che trova il suo losco spazio solo in Italia, dove gli elettori continuano a premiare i marpioni mentre gli onesti oggi sono espulsi dalla vita politica da quello stesso elettorato che ieri acclamava Craxi, Andreotti, Mastella.
    L'atmosfera italica è mefitica, qui infrangere le regole, corrompere, comprarsi i giudici, evadere il fisco, accettare mazzette, truffare lo Stato, dire oscenità da un palco, mentire, piegare la cosa pubblica ai propri interessi diviene non più ragione di emarginazione dalla vita sociale, ma al contrario viatico per il successo e il potere.
    Il Paese intero è precipitato nel circolo vizioso nel quale se ho potere posso delinquere e se delinquo ne traggo consenso e aumenta il mio potere. Il patto scellerato che l'elettore fa col candidato è il seguente: so che vai lì per rubare: dammi parte del bottino e io ti voto, ti reggo il sacco, ti faccio il palo; fammi evadere il fisco e io ti reggo il sacco, toglimi l'IMU e io ti faccio da complice e se abusi del potere, fai il bunga bunga nelle istituzioni e rovini il Paese non mi importa nulla, te lo lascio fare, sinchè mi dai parte del bottino, ti lascio al governo.
    Il bottino nel secolo scorso lo si andava a cercare nelle colonie d'Africa, ora si depreda lo Stato italiano in una sorta di demente autodeglutizione insensata, come se lo Stato italiano non fosse il nostro.
    Il costo della politica non sono gli stipendi dei Parlamentari, che in fondo sono poca roba. Il costo della politica sono il prezzo dei voti che i politici hanno da pagare ai loro elettori. A spese dello Stato. Nel palazzo essi rubano, e i derubati, nel segreto dell'urna, cancellano le impronte digitali dall'arma del delitto.

                                                                      (w/cody)*

    lunedì 28 gennaio 2013

    Elezioni 2013 - Gratta e vinci il tuo futuro.

    Novità per le elezioni invernali che quest'anno si terranno a Curmaièr con le note eliminatorie di Bob a 4 e scivolazzo obbligatorio a doppio turno acrobatico a carico dell'INPS. 
    Ricchi premi a sorteggio! Ai primi cento votanti in ogni seggio sarà estratto un molare sano a deconto del bollo auto.
    Ai primi 1.244  votanti con scheda elettorale a numero dispari sarà offerta copia autenticata delle memorie di San Tarciso protettore dell'acciso. 
    E RICORDA:                                                                                 - - - Riaboliremo l'ICI ! 
    - Noi sopprimeremo l'IMU sulla quarta casa ! 
    - Noi invece faremo tre tasse al prezzo di una ! 
    - Rimodulazione dell'IRPEF
    - Abolizione dell'ERPES  
    - Dimezzamento dell'IRAP 
    - Ridurremo il freddo, la nebbia e la psoriasi ! 
    - Basta con lo schifo della paletta per la cacca del cane ! 
    - Rimodulazione della TARSU a Tursi 
    - Inseriremo il Viagra nel prontuario del Sistema Sanitario.
    - Abolizione degli esami di patente e del bollo sul trerruote!  
    SCOPRI le favolose offerte del sistema elettorale binario a caratura fissa sette doppie ridotte. 
    Gratta la tua nuova scheda elettorale e controlla i numeri vincenti. Gratta e vinci il tuo futuro.
    Vincere ! Canta con noi: Vincere! Tutti insieme, forza! VINCEREMO ! !
    Grattati il futuro oppure scambialo con un congiuntivo seconda mano commonreil abiesse militesente.
    Punta sul tuo futuro: 
    Signore, quanto punta?
    Soldi alla mano, prego, vincita sicura al botteghino. 
    Segui anche tu i nostri programmi innovativi:
    Dio, Patria e Famiglia.
    Questo è il tuo futuro, le idee nuove di chi sa governarti. 
    Gratta sicuro. 
    E VINCI ! 
                                                                                 (w/cody)*

    domenica 20 gennaio 2013

    elezioni 2013 - par condicio

    Avvisiamo i telespettatori che per par condicio le telecamere saranno equidistanti e sempre fisse al centro.

    venerdì 4 gennaio 2013

    Basilicata - i nostri giovani ?

    Alberto Quadro Curzio 
    su il Sole 24 Ore di sabato 5 gennaio 2012 
    in prima pagina. 

    "Il Mezzogiorno dovrebbe essere uno dei principali temi nei programmi politico-economici elettorali perché dal suo sviluppo dipenderà in buona parte anche quello dell'Italia ben oltre il quinquennio di una legislatura.
    Il dualismo del nostro Paese è infatti una delle principali cause della bassa crescita italiana alla quale si associano squilibri socio-economici che non hanno pari in altri stati dell'Eurozona.
    Anche perchè il Sud continua a indebolirsi per l'emigrazione verso il Nord (italiano e non) di risorse umane molto qualificate che hanno rafforzato le economie di destinazione."


    sabato 22 dicembre 2012

    il papa toglie il bue e l'asinello dal presepe


    Unione politica dell'Europa.

    "Lunghe file di autocarri procedono nella pioggia lungo l'autostrada che a tratti costeggia il Reno.

    Lunghe file di scintillanti station-wagon, berlinotte e suv li sorpassano.

    Dappertutto c'è gente che lavora, che pulisce, che aspira canalette e che costruisce.

    All'orizzonte centri commerciali e torri scintillanti. La Germania, niente da eccepire, dà un senso di benessere immanente.

    I treni corrono lucidi, puliti e in orario, per strada non ci sono cartacce e i padroni raccolgono la cacca dei cani anche la sera tardi, quando nessuno li osserva.

    La ricetta è come la nostra: lavorano (come noi), pagano le tasse (meno di noi), tollerano gli extra-comunitari (non appendono crocefissi nelle aule, ma li costringono a rispettare la loro cultura), si divertono al sabato sera (come noi, però si ammazzano di meno).

    Due cose sono diverse: la prima è che raccogliendo la spazzatura ci campa (bene) solo il netturbino, e non anche l'amministratore del comune che l'ha assunto o il suo protettore del momento.

    La seconda è che la cosa pubblica è rispettata, quindi il treno non è sporco e il giardino pubblico non viene calpestato.

    Da noi si impreca per le tasse di raccolta dei rifiuti poi si getta per terra qualsiasi mozzicone; un po' come il gatto (coglione) che si diverte a mordersi la coda e poi si arrabbia."












    domenica 9 dicembre 2012

    Matera capitale del presepe unesco 2019

    E' che ancora non ho ben capito se per essere una capitale europea della cultura, la cultura bisogna averla nella città candidata o bisogna importarla da fuori. Il processo di importazione di spettacoli e convegni di vario genere - con quale tasso di penetrazione nella popolazione materana qualcuno dirà, se può - è in fervente corso, gli appuntamenti indubbiamente si susseguono; circa la cultura locale, diciamo che aspetto di vedere gli sviluppi. 
    Di tanto in tanto però ne abbiamo un assaggio, come dire, una chicca e quella di oggi brilla di luce autonoma: un presepe di tufo sul fondo di una piscina. Pensate! Non un presepio normale coi pupi il muschio e il pastorello, ma un presepio in fondo alla piscina, dove magari, al posto dei pastorelli ci saranno le scatolette di tonno, al posto della bella mugnaia ci metteranno una scatola di sardine piccanti e al posto del mitico Benino, uno stoccafisso benedetto con le olive e il pomodoro.
    Oh, signorimiei, qui siamo davvero alla cultura profonda: diamine! ben 11 metri sotto il pelo dell'acqua: più profonda di così come può essere la cultura?               
    E poi il prete che indossa la muta e va a benedire le statue sul fondale! Beh, non so come abbia fatto con l'aspersorio, le acque si saranno un po' confuse, vabe', fa niente, è l'intenzione che conta, vanno a benedire finanche le motociclette, basta pagare, figuriamoci eccepire per un presepe: sempre meglio di quando andavano a benedire i carri armati e i gas asfissianti del duce. 
    Però che cultura profonda, signorimiei, tanto di cappello e dopo aver letto l'articolo qua sotto che annuncia il fenomeno, dopo averne apprezzato costrutti sintagmi e consecuzio, allora sì che ci sentiremo indegni di tanta cultura e avvertiremo il bisogno, noi, di una immersione subacquea. Per qualche tempo. Per non vedere e per non sentire.

    (...) L’intera opera, benedetta dall’arcivescovo monsignor XxxX, prima della collocazione in piscina, sono state consacrate da don Yyyy, che si è immerso con altri subacquei, sarà immersa nella piscina subacquea (...)

    http://www.baresinelmondo.it/index.php/presepe-sottacqua-di-matera-a-guiness-dei-primati/

    amen!.

    sabato 1 dicembre 2012

    le primarie nel PDL

    Le primarie del PDL sono una lezione di democrazia per il mondo intero !

    lunedì 26 novembre 2012

    La Troika e l'Europa - il Verbo della Sapienza Antica

    • La Troika !
    • E che sarebbe?
    • Possibile che non lo sai?
    • Non mi sovviene, ho un lapis.
    • Lapis? ma che dici, vuoi dire lapus.
    • Ah sì, lapus, e scusami sono un po' stanco.
    • I romani dicevano uomo uomini lapus per dire che uno si sbagliava.
    • E la Troika?
    • Ah, la Troika, sì.
    • E allora?
    • La famosa Guerra di Troika, non ti dice niente?
    • Mmhh! Forse l'ho sentita quando andavo a scuola.
    • Bravo.
    • E ti ricordi la trama?
    • Certo che mi ricordo: un sacco di morti...
    • Ettore che combatteva contro i mulini a vento...
    • E Achille con Davide e Golia...
    • Sì, sì, e Alessandro il Grande...
    • E allora c'entra pure la Grecia.
    • Come no? La Grecia, l'Italia, tanta gente c'entra.
    • Quindi quella deve essere Elena.
    • Bravo, Elena, che era impazzita e scambiava il treno per un cavallo.
    • Ah, è vero: il famoso Cavallo di Troika.
    • Vedi che le sai le cose?
    • Sì, lo trovo sempre nel computer quando ciatto.
    • Bene: quella nell'immagine è Elena che è sempre malcontenta, dice che paga troppe tasse, che non ha futuro, che i figli non hanno lavoro ed è scappata per seguire Cavallo Pazzo, pazzo come lei..
    • Sui binari?
    • Certo, sulla ferrovia scorre il treno. 
    • Ma troppe cose insieme m'insegni,. io mi confondo...
    • Devi soffermarti di più sui dettagli, sennò come fai a capire il mondo?
    • Giusto. Allora, spiegami l'immagine. Quella è Elena, occhei, e quei tre chi sono?
    • E sono la Troika, te l'ho detto.
    • E che gli fanno?
    • Cercano di farla guarire dalla sua agitazione.
    • Col martello?
    • Col martello, col manganello e colle tasse.
    • E dici che guarisce?
    • Non del tutto, forse, ma placa l'agitazione.
    • Uh, quante cose che sai, tu.
    • E' la saggezza antica.
    • Me la insegni?.
    • Certo. Ripeti con me il Verbo della Sapienza Antica: Mazz e panell, fann i figl bell: ripeti!
    • Mazz e panell, fann i figl bell - Mazz e panell, fann i figl bell. - Mazz e panell, fann i figl bell..
    • Mazz e panell, fann i figl bell  - Panell e senza mazz, fann i figl pazz.
    • Mazz e panell, fann i figl bell  - Panell e senza mazz, fann i figl pazz.
    • E non te lo scordare.

    mercoledì 21 novembre 2012

    spremuti sino all'ultima goccia

    COMMENTO LIBERO  

    i viandanti possono lasciare qui di seguito libere didascalie all'immagine...

    domenica 11 novembre 2012

    MATERA: la civiltà impiegatizia del '900 Rupestre

    I posteri da un po' di secoli hanno preso la strana abitudine di mettersi a scavare per ritrovare gli oggetti abbandonati dai progenitori; i quali, avendolo saputo, lasciano in giro apposta i loro rifiuti così un domani i posteri li possano facilmente ritrovare e compiaciuti della scoperta, pontificare per decenni sulle presunte abitudini degli antenati. 
    Così i posteri sono divenuti i destinatari di molte delle opere dell'umano ingegno: quando qualcuno si ficca in testa di passare alla storia, sta pensando ai posteri che un domani remoto possano, ammirando la sua opera, aver memoria della sua esistenza e della sua eccezionale e imperitura immagine. 
    Ma anche quando non c'è particolare propensione ad essere ricordati, anche quando in verità si tenta di non lasciare troppe tracce, risulta quasi inevitabile che nel futuro qualcuno possa repertare oggetti e manufatti la cui trasmissione ai posteri era, come dire, preterintenzionale.
    E sarà così che fra qualche secolo i posteri, scavando nei rinnovati ipo-ipogei del materano potranno un dì ritrovare, nel giubilo dei futuri conservatori, le vestigia di una negletta civiltà del '900 Rupestre: la civiltà impiegatizia che sostituì fra le rupi murgiane la civiltà pastor-contadina che la aveva preceduta. Civiltà che tristemente scomparve dopo il 2012 DC, anno in cui fu soppressa la Provincia e a partire dal quale progressivamente il declino di quella civiltà fu segnato ineluttabilmente .
    I reperti saranno grattati con levità dal tufo che nei secoli li avrà incastonati e saranno poi esposti in un apposito museo aperto ai turisti tutti i giorni compresi festivi e i visitatori potranno ammirare gli strumenti d'opera di questa antica e specifica civiltà impiegatizia: una primordiale penna quasi funzionante, una mezza manica un po' lisa, un cappuccino fossile certificato, un atto notorio incartapecorito, un prezioso cartello vergato a mano dove si riesce ancora a leggere "torno subito", accanto a un altro dalla grana cartacea resa friabile dall'età sul quale, con pennarello indelebile qualcuno aveva scritto "il pubblico si riceve dalle ore 9 alle 10 del martedi e del giovedi", i resti ossificati di una tangente, una risma semiusata di carta copiativa per verbali stradali redatti dagli amanuensi, due preziosissimi timbri, uno rotondo e uno orizzontale per l'apposizione dei quali su certi formulari i cittadini dovevano versare somme ingenti di denaro, e poi un tampone inchiostrato per timbri tondi, un bagnadita per facilitare i conteggi di fogli di carta, un dattilo zoppo, una macchina per scrivere olivetti 98 semifunzionante, una vagonata di telefoni di ogni foggia, uno schedario a cassetti retrattili con dentro i resti fossili di un panino.
    E scavando ancora i posteri potranno trovare una polverosa cantina, ambiente che segnava lo sfumare dell'una civiltà verso la nuova che la assorbiva, e  in questa cantina scopriranno ben conservati i resti di numerosi imbottigliamenti dagli strani nomi, intraducibili, che per i posteri rimarrano "il mistero della civiltà impiegatizia del '900 Rupestre."
    .