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domenica 23 giugno 2013
mercoledì 19 giugno 2013
estrazioni dell'oppio
- Pronto?
- Pronto.
- Ci sei?
- Non c'è molto campo, qui.
- Ti sento disturbato.
- Me o il telefono?
- Tutti e due, carolei, tutti e due.
- Bella cosa, però!
- Cosa?
- Le erezioni anticipate.
- Le che?
- Le erezioni anticipaaa-te, ma non mi senti?
- Disturbato. Si può dire?
- Ma si può dire tutto, mica ci credi alle storie delle intercettazioni, no?
- Ma cche nne so...
- Sembra di essere tornati adolescenti con tutte queste erezioni.
- Si vota di nuovo?
- Sissì
- Tempeste ormonali proprio !
- HA HA HA !
- Com'era quella frase famosa dell'oppio?
- Il Falloppio?
- Ma nno, lascia perdere le tube del Falloppio, ma sempre là pensi?
- E so' gli ormoni, no?
- Ma quali ormoni, alla tua età...
- Ma quale età?
- La tua.
- E il Cavaliere, allora?
- L'oppio...?
- Ah, sì, l'oppio dei popoli.
- La democrazia è l'oppio dei popoli...
- Non era così, Carlo diceva che la religione è l'oppio dei popoli.
- Nell'ottocento! Oggi invece è al contrario, l'oppio è la religione dei popoli.
- Oppio?
- Oppiacei, sì, da inalare, da grattare, da fumare, via cavo, da digitale, da iniettare, da tablet...
- E da estrarre.
- Cioè?
- Estrazioni dell'oppio, no?
- Prima solo al sabato, poi tre volte a settimana o infine ogni giorno !
- Ogni momento!
- E' l'evoluzione.
- L'evoluzione del metodo. Togliergli la democrazia con le truppe e il manganello è fuori moda e controproducente.
- Già.
- Vedi che sono quasi maturi?
- Dici?
- Pian pianino, ci stiamo arrivando.
- A cosa?
- Ce lo chiederanno loro, fra poco.
- Ma cosa?
- Di togliergli la democrazia, di cancellare la costituzione.
- Ah?
- Essissignore, Sì, Sono quasi cotti. Si sono stufati.
- E basta.
- Basta, sì, non se ne può più di questa democrazia.
- Vedi?
- Tutti ladri, tutti uguali, tutti bugiardi e ladri.
- E basta!
- E cheppalle sto Parlamento!
- E che noia la politica...
- Io non mi nteresso di politica
- E la politica è una cosa sporca...
- Sta funzionando.
- Ci è voluta un po' di pazienza, ma ci stiamo arrivando.
- Oh, é dal sessantanove che ci stiamo lavorando.
- Eh! Ti ricordi?
- Eccome, il 69 non si scorda.
- E finiscila.
- Anzi, dal 1964...
- Eh, col SIFAR
- See, contrordine, NON-SI-FAR-PIU.
- HA HA HA
- Pian pianino...
- E Piazza Fontana...
- E gli opposti estremismi?
- Ti ricordi?
- Geniale.
- Eravamo sempre noi... destri e sinistri...
- HA HA HA
- E Valerio?
- Quale?
- Ah, buona questa.
- Eeh.
- Tutti e due.
- HA HA HA
- E via Fani e via Gradoli e villa Marta
- Wanda, villa Wanda.
- Osiris.
- o-SI-o-RIS
- E che paura il '92...
- Ma ce la faccemmo lo stesso.
- Che trovata, eh?
- E che mobilitazione.
- In poche settimane.
- Già, dal nulla, in poche settimane... fatto.
- L'unione fa la FORZA.
- Embè!
- E ora quasi ci siamo.
- Per ventanni hanno votato...
- Sì. E adesso le stelle...
- Magnifico.
- Si acceleraaaaaa...
- E già non ci vanno più a votare.
- Ne hanno piene le tasche di democrazia.
- Strapiene.
- Ci siamo, quasi.
- Finalmente.
- Fra poco nessuno più andrà a votare.
- Togliamo il finanziamento pubblico ai partiti e l'opposizione è finita.
- Ci applaudiranno pure.
- HA HA HA
- Ci acclameranno per aver tolto l'ossigeno all'opposizione.
- HA HA HA, da morire dal ridere.
- E alle elezioni non ci andrà più nessuno.
- HA HA HA, mi stai facendo piangere.
- Andranno coi forconi a cacciarli da Montecitorio e lo chiuderemo per sempre.
- Basta, non mi far ridere così, mi scoppia la gola.
- Non serve! il Parlamento non serve a nulla, anzi ostacola il governo.
- Certo che non serve.
- E a Palazzo Madama?
- Ci facciamo un Casinò di lusso.
- Con le escort?
- Ma sei fissato!
- E riapriremo anche i bordelli?
- Basta!
- Va bene.
- Tieniti pronto.
- Ci sentiamo.
- Ciao.
- click
- click
domenica 16 giugno 2013
schiacciati dal senso di GOLPE
E mentre si ricerca la salvezza
con un Governo di larghe intese,
si tenta di capire, con scaltrezza,
chi è che deve pagarne le spese.
Adesso va di moda la “saggezza”,
(una risorsa per il Belpaese!),
e studierà, con comoda lentezza,
di adottar il modello francese.
Ha tanti saggi la nostra Nazione
che si cimenteranno col modello,
e col sistema dell’imitazione
complicheranno ciò che è già snello!
Si tratta della solita manfrina:
quel che più conta è … far “ammuina” !
Vox
7 giugno 2013
LOBOTOMIA DI UN PAESE, il nostro
sabato 25 maggio 2013
libertà
- Papà, con quante bi si scrive libertà?
- E tu perchè lo devi scrivere?
- E che devo fare un compito.
- Ah, va bene, allora te lo dico: con due.
- Sei sicuro?
- Ma metticeene pure tre, tanto...
- Tanto?
- E tanto, non cambia niente, si capisce lo stesso.
- Ma lo posso scrivere davvero?
- E che come, no? Hai detto che fai il compito?
- E certo...
- E nel compito si scrivono sempre le cose belle, la libertà, la democrazia, la costituzione, il lavoro, il rispetto delle istituzioni, la festa degli alberi, che non bisogna essere razzisti, che ami il prossimo tuo e tutte le cose buone che dice la maestra.
- Ah, così dici tu?
- Così è: si fa il compito e la maestra ti mette il voto buono.
- Ma la maestra dice che sono cose importanti.
- E ha ragione. Tu dalle sempre ragione che ti troverai bene.
- E quando la maestra non c'è?
- Ci facciamo due risate.
- E fuori della scuola che faccio?
- A come ti viene.... Tanto... Hai capito, no?
- Sì, ho capito.
- Bravo.
- Allora a libertà ce ne metto tre di bi, che dici?
- Va bene.
- E mi prendo un bel voto.
- Bravo.
- Libbbertà.
- Ecco, bravo.
- Tanto...
- Eh, sì. tanto...
lunedì 20 maggio 2013
intercettazione trascritta
- Bersani si è ammalato.
- Davvero?
- Sì, non lo hai sentito?
- No, che gli è accaduto?
- Febbri reumatiche!
- Capperi !
- Sta male proprio.
- Davvero?
- Eh, Sì.
- E che gli è venuto?
- Ha cominciato con un po' di raffreddore.
- Ah...
- Eh. Ha trascurato, sai come si fa... si trascura... mo passa...
- Eh, lo so... n'aspirina, 'na tachipirina e via...
- Eh, esatto...
- Facciamo tutti così... no?
- Sì, però lui, si è esposto assai...
- Dici ?
- Eccome!
- Ma non si stava un poco attento?
- E lo doveva sapere che le correnti fanno male, no?
- Aaaah... proprio dici ?
- Eppure l'esperienza ci sta...
- Essì, essì, ma come poteva fare ?
- Si doveva ricordare, si doveva...
- Di cosa?
- Si doveva ricordare di Fanfani.
- Di Fanfani ?
- Certo! Amintore Fanfani.
- Ah ?
- E pure lui si era ammalato.
- Uguale?
- Uguale. La stessa malattia.
- E com'è 'sta cosa?
- Com'è, com'è...
- Com'è?
- E quando si diventa il segretario del Partito Democristiano, bisogna stare un po' attenti, no?
- Attenti a che?
- Alle correnti. Si sta sempre in mezzo alle correnti, e ci si ammala.
- Eh... Sì. E se ci si espone troppo...
- Bravo! Si pigliano le febbri.
- Prima il raffreddore e se non ti curi, se non ti ripari, arrivano le febbri reumatiche.
- Ah, le correnti, le correnti. Me lo diceva sempre pure la mamma.
- Che diceva?
- Sole di vetro e vento di fessura...
- E che vuol dire ?
- Vuol dire spifferi, correnti forti
- Sole di vetro e vento di fessura ?
- Sole di vetro e vento di fessura portan il segretario a caduta prematura.
- E ora?
- E ora si vedrà.
- Mmhh ...
- Intanto WellTrony è tornato dall'Africa...
- Ah. Capito.
- Capito, eh?
- Capito.
- E poi?
- E mo si vede: chessò, un Preambolo...
- Una iniziativa Democratica.
- Mmhh... magari un Rinnovamento Democratico...
- Ah, così dici tu...
- Ma oggi vanno forte i Dorotei.
- Che sono i Dorotei?
- E' una nuova corrente del PD il cui nome deriva dal convento di Santa Dorotea nel quale alcuni leader di Iniziativa Democratica si riuniscono per dare la sfiducia a Fanfani...
- A Fanfani?
- Ehm, scusami,volevo dire a Bersani.
- Solo?
- E la fiducia a Letta.
- Gianni?
- Ma no, non Gianni: Enrico.
- Ah, Enrico, il figlio?
- 'Na specie: è il nipote.
- E adesso ?
- Vedremo.
- Mah! Chissà...
- Beh, stammi bene.
- Ciao, eh.
- Sì, fammi sapere.
- (w/cody)*
sabato 4 maggio 2013
Basilicata isola felice
Finalmente !
Finalmente scopriamo di non essere più periferia !
Finalmente possiamo dire di non essere secondi a nessuno !
La Lombardia, il Lazio... mioddìo: sinanche l'Abruzzo !
E noi? Neanche un Batman ci meritiamo ?
E come ci presentiamo in società ?
Ma... (...) non tutti nella capitale
E come ci presentiamo in società ?
Ma... (...) non tutti nella capitale
sbocciano i fiori del male,
qualche scontrino - senza pretese -
lo abbiamo anche noi qui in paese. (...)
Così cantava Fabrizio tanti anni fa.
Forse pensava a noi, Basilicata Felix, oasi di pace, senza criminali, senza farabutti, senza corruzione, senza cronaca nera.
Non è una vera città - diceva un mio amico: senza puttane, una città non è una città.
Senza
bassifondi, senza periferie poco raccomandabili, senza movimenti nella
notte, una città non è una vera città: rimane un paese. E ci si annoia. Questo mio amico si annoiava. E andò via.
Ma finalmente ora qualcosa si muove.
Le cronache dei telegiornali cominciano ora ad esser più sapide, non solo vecchietti smarriti nel bosco, non solo parate della fanfara dei pompieri in pensione, non solo compleanni di centenari sdentati e satirelli, non solo l'ansioso monitoraggio del turismo sulla sellata, ma finalmente un po' di vera sana cronaca nera.
Omicidi, scontrini, rapine, rimborsi, incendi dolosi, truffe.
Accipicchia! direbbe il mio amico.
(lui non dice accipicchia, lo sapete pure voi, ma va be'), accipicchia! qualcosa si muove!
Il mio amico potrebbe magari pensare di tornare, forse possiamo dire di esser progrediti.
La Basilicata ora non è più un Paese.
E' diventata, di buon diritto, una città.
Amen.
Basilicata felix
FELICE
Chi gliel’ha data la
definizione?
Forse fu una vecchia
meretrice
che gode, qui, di una posizione
!
Ci fu la grande mamma
protettrice,
vera padrona di questa
Regione,
ma non si può più dire, non si
dice
da quando vinse l’omologazione
!
Qui si tramanda la “Storia
Bandita”
per esaltare ladri e
briganti
che si son dati alla bella
vita
tra un esercito di
questuanti.
Briganti veri, non sono
comparse,
protagonisti d’ignobili farse
!
Vox
26 aprile
2013
|
venerdì 26 aprile 2013
Basilicata ridens
BASILICATA
…e finalmente la
Basilicata
non vanta più quella
diversità
che per un tempo l’ha
qualificata
insieme all’antica povertà
!
Questa Regione
s’è ammodernata
s’è ammodernata
con ammirevole
rapidità.
Ora è tutta quanta
indagata:
quasi in cima
per disonestà !
per disonestà !
Ora l’abuso e la
corruzione
son titoli di merito,
d’orgoglio,
un segno distintivo, un
blasone
dell’aristocrazia dell’imbroglio
!
Son tanti a vantar questi
progressi,
gli altri son considerati … fessi
!
Vox
24 aprile
2013
----------------------------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------------------------
Vox
ha ragione, ma a una parte della vox populi questo andazzo è piaciuto e ne ha
goduto. Ora quella parte del popolo bue è rimasta fottuta. Una
prece….
sabato 20 aprile 2013
giovedì 4 aprile 2013
domenica 17 marzo 2013
com'è che non riesci più a volare
Con le tue
finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente
con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
la tua coda di ricambio
le tue nuvole in affitto
le tue rondini di guardia sopra il tetto.
Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza
col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza
col permesso di trasmettere
e il divieto di parlare
e ogni giorno un altro giorno da contare.
Com'è che non riesci più a volare
con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
la tua coda di ricambio
le tue nuvole in affitto
le tue rondini di guardia sopra il tetto.
Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza
col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza
col permesso di trasmettere
e il divieto di parlare
e ogni giorno un altro giorno da contare.
Com'è che non riesci più a volare
|gregori
F. DE |
|andré
giovedì 7 marzo 2013
I pensieri ingombrano, come un baule sul letto.
![]() |
Mi sento meglio.
Mi sento sollevato.
I pensieri ingombrano, come un baule sul letto
come la nebbia di marzo sulla spiaggia
ingannano
come la pioggia che bisbiglia sui coppi
assordano
come nere prefiche in litanie meste
ammorbano
come rivoli di glicerina fra concetti stopposi
ambasciano.
Ho smesso, come si fa con le sigarette.
Ho smesso.
Ora sto bene.
Mi vesto alla moda.
Rapido, cupido, sapido, lepido.
Mangio, bevo, scopo.
Guizzo, frizzo, rizzo.
Un po' di sballo.
(w/cody)*
venerdì 1 marzo 2013
impronte digitali
Un voto pagato tremilioni di €uro !
E di nuovo si strepita contro le inchieste a orologeria, di nuovo si sbraita contro la magistratura nella liturgia dell'alibi italiano secondo il quale il problema non è che io fossi in divieto di sosta, ma è che il vigile per avverse idee politiche tentava di cancellarmi dalla vita democratica. Un sofisma illogico che trova il suo losco spazio solo in Italia, dove gli elettori continuano a premiare i marpioni mentre gli onesti oggi sono espulsi dalla vita politica da quello stesso elettorato che ieri acclamava Craxi, Andreotti, Mastella.
L'atmosfera italica è mefitica, qui infrangere le regole, corrompere, comprarsi i giudici, evadere il fisco, accettare mazzette, truffare lo Stato, dire oscenità da un palco, mentire, piegare la cosa pubblica ai propri interessi diviene non più ragione di emarginazione dalla vita sociale, ma al contrario viatico per il successo e il potere.
Il Paese intero è precipitato nel circolo vizioso nel quale se ho potere posso delinquere e se delinquo ne traggo consenso e aumenta il mio potere. Il patto scellerato che l'elettore fa col candidato è il seguente: so che vai lì per rubare: dammi parte del bottino e io ti voto, ti reggo il sacco, ti faccio il palo; fammi evadere il fisco e io ti reggo il sacco, toglimi l'IMU e io ti faccio da complice e se abusi del potere, fai il bunga bunga nelle istituzioni e rovini il Paese non mi importa nulla, te lo lascio fare, sinchè mi dai parte del bottino, ti lascio al governo.
Il bottino nel secolo scorso lo si andava a cercare nelle colonie d'Africa, ora si depreda lo Stato italiano in una sorta di demente autodeglutizione insensata, come se lo Stato italiano non fosse il nostro.
Il costo della politica non sono gli stipendi dei Parlamentari, che in fondo sono poca roba. Il costo della politica sono il prezzo dei voti che i politici hanno da pagare ai loro elettori. A spese dello Stato. Nel palazzo essi rubano, e i derubati, nel segreto dell'urna, cancellano le impronte digitali dall'arma del delitto.
(w/cody)*
E di nuovo si strepita contro le inchieste a orologeria, di nuovo si sbraita contro la magistratura nella liturgia dell'alibi italiano secondo il quale il problema non è che io fossi in divieto di sosta, ma è che il vigile per avverse idee politiche tentava di cancellarmi dalla vita democratica. Un sofisma illogico che trova il suo losco spazio solo in Italia, dove gli elettori continuano a premiare i marpioni mentre gli onesti oggi sono espulsi dalla vita politica da quello stesso elettorato che ieri acclamava Craxi, Andreotti, Mastella.
L'atmosfera italica è mefitica, qui infrangere le regole, corrompere, comprarsi i giudici, evadere il fisco, accettare mazzette, truffare lo Stato, dire oscenità da un palco, mentire, piegare la cosa pubblica ai propri interessi diviene non più ragione di emarginazione dalla vita sociale, ma al contrario viatico per il successo e il potere.
Il Paese intero è precipitato nel circolo vizioso nel quale se ho potere posso delinquere e se delinquo ne traggo consenso e aumenta il mio potere. Il patto scellerato che l'elettore fa col candidato è il seguente: so che vai lì per rubare: dammi parte del bottino e io ti voto, ti reggo il sacco, ti faccio il palo; fammi evadere il fisco e io ti reggo il sacco, toglimi l'IMU e io ti faccio da complice e se abusi del potere, fai il bunga bunga nelle istituzioni e rovini il Paese non mi importa nulla, te lo lascio fare, sinchè mi dai parte del bottino, ti lascio al governo.
Il bottino nel secolo scorso lo si andava a cercare nelle colonie d'Africa, ora si depreda lo Stato italiano in una sorta di demente autodeglutizione insensata, come se lo Stato italiano non fosse il nostro.
Il costo della politica non sono gli stipendi dei Parlamentari, che in fondo sono poca roba. Il costo della politica sono il prezzo dei voti che i politici hanno da pagare ai loro elettori. A spese dello Stato. Nel palazzo essi rubano, e i derubati, nel segreto dell'urna, cancellano le impronte digitali dall'arma del delitto.
(w/cody)*
sabato 9 febbraio 2013
lunedì 28 gennaio 2013
Elezioni 2013 - Gratta e vinci il tuo futuro.
Ricchi premi a sorteggio! Ai primi cento votanti in ogni seggio sarà estratto un molare sano a deconto del bollo auto.
Ai primi 1.244 votanti con scheda elettorale a numero dispari sarà offerta copia autenticata delle memorie di San Tarciso protettore dell'acciso.
E RICORDA: - - - Riaboliremo l'ICI !
- Noi sopprimeremo l'IMU sulla quarta casa ! - Noi invece faremo tre tasse al prezzo di una !
- Rimodulazione dell'IRPEF
- Abolizione dell'ERPES
- Dimezzamento dell'IRAP
- Ridurremo il freddo, la nebbia e la psoriasi !
- Basta con lo schifo della paletta per la cacca del cane !
- Rimodulazione della TARSU a Tursi
- Inseriremo il Viagra nel prontuario del Sistema Sanitario.
- Abolizione degli esami di patente e del bollo sul trerruote!
SCOPRI le favolose offerte del sistema elettorale binario a caratura fissa sette doppie ridotte.
Gratta la tua nuova scheda elettorale e controlla i numeri vincenti. Gratta e vinci il tuo futuro.
Vincere ! Canta con noi: Vincere! Tutti insieme, forza! VINCEREMO ! !
Grattati il futuro oppure scambialo con un congiuntivo seconda mano commonreil abiesse militesente.
Punta sul tuo futuro:
Signore, quanto punta?
Soldi alla mano, prego, vincita sicura al botteghino.
Segui anche tu i nostri programmi innovativi:
Dio, Patria e Famiglia.
Questo è il tuo futuro, le idee nuove di chi sa governarti.
Gratta sicuro.
E VINCI !
(w/cody)*
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